Sellata

Aprire un impianto sciistico. Non solo neve ma…

Negli ultimi anni è cresciuta sempre di più, l’attenzione degli appassionati sulle vicende legate agli impianti sciistici. Molte le domande che gli amanti della neve si pongono e tanti i dubbi che rimangono non essendo padroni della materia. Ma come funziona un impianto sciistico? O meglio, quali sono le condizioni per poter permettere un’apertura delle piste da sci. Colmiamo le vostre curiosità con questo articolo.

Dalla manutenzione, alla preparazione, alla prima nevicata

L’apertura di una stazione sciistica parte da lontano ed infatti, tutto ciò che potrebbe sembrare scontato non lo è ed è frutto di lavori costanti che vengono effettuati dagli addetti ai lavori durante l’arco dell’anno e prima della stagione invernale.
Dapprima i controlli  (seggiovie e sciovia nel caso della Sellata), revisioni, manutenzioni e prove varie che comunicate al Ministero dei Trasporti e dopo aver ottenuto le approvazioni, danno il via alla possibilità di poter aprire gli impianti e rispettando tutti gli standard di sicurezza.
Dopo, un duro lavoro sull’areale montano e sulle piste (ancora spoglie dalla neve) con canalizzazioni, puliture e mantenimento del terreno che dovrà in seguito “ospitare” la neve, resta la fase conclusiva che è quella dell’attesa di una perturbazione fredda e foriera di precipitazioni.
A questo punto, la prima nevicata da il via ad altre procedure. Ma cosa occorre realmente? Basta la neve?

La prima neve, il fondo, la battitura e l’apertura

Espletate le operazioni suddette, alla prima perturbazione nevosa inizia l’attesa e l’allerta del personale per poter intervenire in caso di un ottimo accumulo. La prima nevicata, è l’elemento essenziale per il prosieguo dei lavori di “manutenzione piste” ed è infatti da essa che ne deriveranno le possibilità di operazioni tali per poter garantire l’apertura.
Cominciamo col dire che non basta vedere uno strato bianco per poter garantire la sciabilità ed infatti, anche un manto iniziale di 15-20 cm, in condizioni di freddo intenso (come in questi giorni), non sono sufficienti a permettere un’imminente apertura della stagione sciistica. Nel caso specifico, nonostante l’intervento della gestione impianti, le operazioni di battitura, di posizionamento reti e di messa in sicurezza, si sono venute a creare semplicemente le condizioni per poter, a seguito di una nuova nevicata, permettere un intervento decisivo e funzionale.
La prima nevicata funge da collante per le successive, crea il cosiddetto fondo che sarà utile per amalgamarsi e rendere compatta la successiva neve che cadrà sul manto. Occorrono quindi, almeno 40 – 50 cm di neve in totale, per poter consentire ad un battipista le operazioni necessarie per rendere una pista fruibile agli sciatori.
Inoltre, le condizioni meteo esterne sono fondamentali per la stessa riuscita delle operazioni, perchè in casi come il nostro (29-30 Dicembre), il forte vento ha compromesso la situazione nelle zone alte, spostando l’accumulo sotto le forti raffiche del grecale.
Quindi manutenzione, controlli, prima neve, operazioni preliminari e attesa di un manto sufficiente su tutto l’areale sciabile.
La domanda a questo punto viene spontanea. Ma un eventuale innevamento artificiale avrebbe permesso altre operazioni?

Neve artificiale e bacini idrici

Con temperature sotto lo zero e umidità favorevole, un impianto di innevamento artificiale avrebbe permesso sicuramente (nel caso dell’ultima perturbazione) un intervento tale da poter tentare un’apertura anticipata degli impianti sciistici. Tuttavia, necessaria al funzionamento di un impianto di innevamento artificiale è la realizzazione di un bacino di raccolta dell’acqua sufficiente a garantire la copertura e l’innevamento dell’areale prestabilito.
Allo stato attuale, la difficoltà più grande per produrre neve artificiale è legata proprio alla mancanza di tale bacino e al mancato intervento di enti superiori (Regione) affinché intervenga all’interno del parco, per poter permettere la realizzazione dello stesso, come sta succedendo in tantissime altre regioni d’Italia; dove, grazie alla collaborazione tra ente Regionale ed ente Parco, stanno garantendo il funzionamento della stagione sciistica e lo sviluppo dell’intero reparto del turismo bianco.
A questo punto l’appello è rivolto a chi, nelle scelte amministrative e politiche della regione Basilicata possa risolvere questo problema e dare un apporto necessario e fondamentale allo sviluppo turistico della Sellata – Pierfaone.

Data inserimento: 01/01/2017
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Avviso: il bollettino neve consultabile in home page e nella pagina dedicata

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Data inserimento: 06/03/2015
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